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2009 dal 5 al 12 Aprile

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dai GIORNALI di OGGI

Obama a Praga: coesione per la pace, dialogo con la Russia. "Arsenali in sicurezza entro quattro anni"

"Vogliamo la pace senza armi nucleari

Nel mondo c'è ancora pericolo atomico"

E su Corea del Nord e Iran "Bisogna reagire compatti,

non tollereremo minacce"

2009-04-05

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Dalessandro Giacomo

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CORRIERE della SERA

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2009-04-05

E su Corea del Nord e Iran "Bisogna reagire compatti, non tollereremo minacce"

"Vogliamo la pace senza armi nucleari

Nel mondo c'è ancora pericolo atomico"

Obama a Praga: coesione per la pace, dialogo con la Russia. "Arsenali in sicurezza entro quattro anni"

 

Barack Obama durante il suo discorso sul disarmo nucleare a Praga (Ap)

Barack Obama durante il suo discorso sul disarmo nucleare a Praga (Ap)

MILANO - "La protesta pacifica getta le basi per un impero. Ed è più potente di qualsiasi altra arma". Barack Obama ha aperto così, ricordando la primavera di Praga e l'evoluzione della Repubblica Ceca, passata dall'essere un Paese soggiogato all'ideologia comunista a nazione assurta al rango di leader europeo, il suo discorso a margine del vertice Stati Uniti-Ue, pronunciato all'aperto, davanti a circa 30 mila persone radunate nella piazza Hradcani, dinanzi al castello della città. Le sfide del momento, ha detto il presidente americano, richiedono coesione: non possiamo permetterci di essere divisi, come è avvenuto per troppo tempo. Anche perché, ha sottolineato, la "guerra fredda" ha tenuto per mezzo secolo il mondo con il fiato sospeso. "Adesso - ha commentato - è giunta l'ora di voltare pagina".

RISCHIO NUCLEARE - Obama ha poi spiegato che servono "nuove relazioni con la Russia per prospettiva comune". "Una di queste - ha puntualizzato - è il futuro delle armi nucleari nel 21esimo secol. L’esistenza di migliaia di armi nucleari è l’eredità più pericolosa della guerra fredda. Intere generazioni hanno vissuto con la consapevolezza che il mondo potesse essere distrutto in pochi istanti. Città come Praga avrebbero potuto cessare di esistere in un attimo. La guerra fredda è finita, ma le armi ci sono ancora. Il rischio di attacchi nucleari, anzi, è aumentato: più Paesi si sono dotati di armi atomiche, c’è il mercato nero, i terroristi sono orientati a comprare e rubare armi nucleari. Ci sono ancora nazioni e popoli che violano leggi contro la proliferazione. E si potrebbe arrivare al punto in cui non ci si potrà più difendere da loro"

"LIBERI DALLA PAURA" - "Dobbiamo agire per vivere liberi dalla paura nel 21esimo secolo - ha esortato il capo della Casa Bianca -. Gli Stati Uniti sanno di avere una responsabilità nel guidare questo processo. Lo faremo e chiederemo agli altri di fare altrettanto. Guideremo il mondo verso una pace senza armi nucleari. Fino a che queste armi ci saranno, gli Usa manterranno un prorpio arsenale necessario per garantire la difesa di tutti gli alleati. Ma con la Russia negozieremo un nuovo trattato di riduzione delle armi già a partire quest'anno".

Obama - di spalle al centro - acclamato dalla folla (Afp)

Obama - di spalle al centro - acclamato dalla folla (Afp)

"ROAD MAP", NORD COREA E IRAN - Obama ha poi sintetizzato la "road map" per il nuovo scenario senza testate atomiche: "I Paesi che hanno armi nucleari dovranno lavorare per lo smantellamento; quelli che non le hanno non le dovranno acquisire. E tutti potranno usare l'energia nucleare per scopi pacifici. Possiamo pensare di creare una banca internazionale per il nucleare a scopi pacifici. E tutti i paesi che faranno test saranno tenuti sotto controllo". Ma, ha aggiunto, "non dobbiamo farci illusioni: alcuni Paesi violeranno le regole e dobbiamo essere pronti a reagire. Proprio stamattina abbiamo visto che la Corea del Nord ha violato le regole ancora una volta. Questa provocazione comporta la necessità di una reazione. E' il momento di una risposta forte. La Corea del Nord deve sapere che il rispetto non arriverà mai attraverso la minaccia nucleare: quindi tutti dobbiamo fare pressione perché cambi tendenza". Obama ha poi citato il caso dell'Iran, che a sua volta potrebbe finire con l'utilizzare il nuclerare per scopi non pacifici. Per questo, ha detto, ha un senso continuare lavorare per lo scudo anti-missili che vede le nazioni del centro-Europa, tra cui proprio la Repubblica Ceca, in prima linea per la dislocazione degli apparati difensivi. Sta ora a Teheran, ha detto Obama, fare una scelta su come vorrà sviluppare il proprio programma nucleare.

IN SICUREZZA ENTRO QUATTRO ANNI - Al Qaeda, ha infine ricordato il presidente americano, "ha detto più che vuole la bomba e che non avrà remore nell'utilizzarla. Dobbiamo impedire che ne venga in possesso". A questo proposito Obama si è preso l'impegno di mettere in sicurezza tutto il materiale nucleare presente negli arsenali ereditati dalla guerra fredda in un tempo massimo di quattro anni.

Alessandro Sala

05 aprile 2009

REPUBBLICA

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2009-04-05

Il presidente Usa a Praga per il vertice tra America e Europa

"Saremo in prima fila contro il surriscaldamento del pianeta"

Disarmo nucleare, Obama insiste

"Un mondo senza armi atomiche

"Pronti a fare a meno dello scudo se Teheran si ferma"

In piazza uno striscione: "Scusa per Berlusconi"

Disarmo nucleare, Obama insiste "Un mondo senza armi atomiche

PRAGA - Barack Obama rilancia. Gli Stati Uniti sono impegnati nel cercare il traguardo di un mondo senza armi nucleari. Il presidente Usa parla da Praga dove oggi si tiene il vertice Usa-Ue. In piazza Hradcani, davanti a trentamila persone, Obama definisce le armi nucleari come "il lascito più pericoloso della Guerra fredda". Rifiuta il "fatalismo" sulla proliferazione delle armi atomiche il leader Usa e annuncia che gli Stati Uniti sono pronti a mettersi in prima fila per smantellare i propri arsenali nucleari.

Ricordando il lancio odierno del missile nordcoreano, Obama attacca Pyongyang ("ha violato le regole") e dice che il regime "deve capire che il cammino verso il rispetto internazionale non si raggiunge mediante le minacce". Bisogna cercare di convincere Pyongyang a "cambiare il suo corso".

Quanto all'Iran, il presidente Usa osserva che Teheran non ha ancora acquisito un'arma nucleare, che "se la minaccia iraniana persiste, gli Usa andranno avanti nello sviluppo del sistema di difesa missilistico", ma che sono pronti a metterlo da parte se Teheran farà un passo indietro.

Altro tema l'ambiente. Con Obama che punta a guidare la battaglia contro il surriscaldamento climatico. "Insieme dobbiamo affrontare il cambiamento climatico mettendo fine alla dipendenza dai combustibili fossili, derivando l'energia da fonti come il vento e il sole; e dobbiamo fare appello a tutte le nazioni perchè facciano la loro parte" scandisce Obama. E gli Usa, assicura il leader, saranno in prima fila.

La curiosità. Tra la tanta gente venuta ad ascoltare Obama è stato srotolato un grande striscione con la scritta "sorry for Berlusconi". Un messaggio per esprimere "le scuse" per gli episodi che hanno visto coinvolto il premier negli incontri internazionali degli ultimi giorni. Gli autori sono due studenti italiani: Gianpiero Suarato e Antonio Pirri.

(5 aprile 2009)

 

 

L'UNITA'

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2009-04-05

Obama: costruiamo un mondo senza armi nucleari

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, in un'intervista alla rete televisiva TF1 ha ribadito la sua ostilità verso l'ingresso della Turchia nell'Unione europea, auspicata invece dal presidente Usa, Barack Obama. "Io lavoro fianco a fianco con il presidente Obama - ha detto Sarkozy - ma qui si tratta di questioni che riguardano l'Ue e spetta ai Paesi dell'Ue decidere". "Io - ha proseguito il presidente francese - mi sono sempre opposto all'ingresso della Turchia e questa resta la mia posizione. E credo di poter dire che la maggioranza degli Stati dell'Ue è sulla posizione della Francia". "La Turchia - ha aggiunto - è un grande Paese alleato dell'Europa e degli Usa. Deve restare un partner privilegiato, ma la mia posizione non cambia".

In mattinata il presidente americano Barack Obama ha presentato a Praga il suo piano d'azione per eliminare le armi nucleari dalla faccia del pianeta. Il discorso di Obama, centrato sulla lotta alla proliferazione nucleare, è giunto poche ore dopo il lancio del missile nordcoreano definito "provocatorio" dalla Casa Bianca, che ha chiesto la convocazione del consiglio di sicurezza dell'Onu.

Parlando davanti a 30 mila persone radunate in una piazza sullo sfondo spettacolare del Castello di Praga, Obama ha detto che gli Stati Uniti hanno "una responsabilità morale" nel guidare la lotta per eliminare la minaccia essendo "l'unica potenza nucleare ad avere usato armi nucleari". Obama ha annunciato una serie di "passi concreti" per combattere la proliferazione, compresa la ratifica Usa del trattato per il bando dei test nucleari di ogni genere e compreso un vertice globale da tenersi negli Stati Uniti per rendere meno vulnerabile il materiale nucleare esistente.

Il presidente americano ha esortato la comunità mondiale a "rispondere con forza e in modo compatto" alla "provocazione" della Corea del Nord sul lancio missilistico. Ha quindi sollecitato l'Iran a fare una "chiara scelta" sul suo programma nucleare sottolineando che il futuro dello scudo anti-missile è legato alla minaccia o meno di Teheran alla comunità internazionale. Nel suo discorso, dove ha evocato la Primavera di Praga e la Rivoluzione di Velluto, ha detto che l'America "è pronta ad assumere una posizione di guida" anche nella sfida del mutamento del clima.

Tra gli striscioni sventolati nella piazza c'era anche uno con la scritta "Mister President sorry for Berlusconi". Il presidente americano, dopo il discorso mattutino sulla minaccia nucleare, dedicherà il pomeriggio ai lavori del vertice Unione Europea-Stati Uniti, che ha portato a Praga i leader dei Paesi della Unione Europea. È il terzo vertice in sei giorni per il presidente Obama, dopo il G20 e quello Nato, alla sua prima visita oltreoceano da quando è alla Casa Bianca.

05 aprile 2009

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-04-05

Usa ed Europa divisi sulla Turchia nella Ue

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5 aprile 2009

Il presidente Usa, Barack Obama, parla al pubblico nella piazza Hradcany a Praga durante la visita in Repubblica Ceca in occasione del vertice Usa-Ue (Afp Photo/Stringer)

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Si consuma sulla Turchia e sul suo ingresso nell'Unione europea l'inatteso e duro scontro tra Stati Uniti ed Europa, proprio nel corso del vertice transatlantico di Praga, chiamato a rilanciare le relazioni tra le due sponde dell'Atlantico.

Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato infatti che l'adesione della Turchia "costituirebbe un segnale importante" per questo paese musulmano e permetterebbe di "ancorare fermamente" Ankara all'Europa. Gli Stati Uniti e l'Europa, ha spiegato il presidente americano, "devono avere rapporti con i musulmani in qualità di amici, di vicini e di partner nella lotta all'ingiustizia, all'intolleranza e alla violenza, dando forma a relazioni basate sul rispetto reciproco e sugli interessi comuni".

L'ira di Sarkozy. Ma le parole di Obama in apertura del vertice Usa-Ue di Praga, hanno scatentato l'immediata replica del presidente francese Nicholas Sarkozy: "Lavoro mano nella mano con il presidente Obama, ma trattandosi dell'Unione Europea, spetta ai Paesi membri decidere", ha detto il presidente francese, citato dai media francesi, ripetendo la sua opposizione all'ingresso della Turchia. "Mi sono sempre opposto a questo ingresso e continuo ad esserlo. Credo di poter dire che una grande maggioranza degli Stati membri condivide la posizione della Francia – ha affermato – la Turchia è un grande paese alleato dell'Europa e degli Stati Uniti. Deve restare un partner privilegiato, la mia posizione non è cambiata".

Lo scontro avviene mentre Obama si appresta a partire questa sera per la Turchia, dove domani terrà un importante discorso al parlamento di Ankara. Sabato i leader della Nato hanno nominato segretario generale dell'Alleanza il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen, dopo aver convinto la Turchia a recedere dalla sua opposizione a questa scelta.

I negoziati per l'adesione di Ankara all'Unione europea continuano a rimanere impantanati di fronte alle preoccupazioni europee sul rispetto dei diritti umani, alla percezione di un rallentamento del processo di riforma nel Paese e all'annosa disputa territoriale su Cipro, già membro Ue.

Lo scudo e l'Iran. Obama è tornato sulla questione iraniana, ribadendo che sarà l'intensità della minaccia di Teheran a determinare il futuro dello scudo anti-missile. "Voglio essere chiaro: l'attività dell'Iran in materia nucleare è una vera minaccia, non solo per gli Stati Uniti ma anche per i vicini dell'Iran e per i nostri alleati - ha detto il presidente americano - La Repubblica Ceca e la Polonia hanno mostrato coraggio nell'accettare di accogliere il sistema di difesa anti-missili, ha osservato il presidente Usa. Finchè la minaccia iraniana persisterà, noi andremo avanti col sistema di difesa anti-missile". Ma se la minaccia dovesse essere eliminata, allora verrebbe a mancare la spinta principale per tale progetto, ha aggiunto Obama.

5 aprile 2009

 

 

 

Berlusconi contro i giornalisti, è polemica in Italia

5 aprile 2009

Si scatenano le reazioni alla dichiarazione del premier Silvio Berlusconi, che sabato, dal vertice Nato di Praga, aveva minacciato di oprendere "dure misure" contro la stampa italiana che remerebbe "contro gli interessi del paese" con "calunnie" su gaffe inesistenti del capo del governo e senza mettere in risalto l'azione dell'esecutivo sulla scena internazionale. Le parole hanno scatenato le proteste della Federazione Nazionale della Stampa che con il presidente Roberto Natale ha parlato di dichiarazioni di "inaudita gravità" e con il segretario Franco Siddi di "cattive tentazioni".

Da parte sua il segretario del Pd, Dario Franceschini, definisce "frutto del nervosismo fisico di chi capisce che il suo ciclo sta finendo" le polemiche del premier Silvio Berlusconi nei confronti della stampa. "Il suo - ha aggiunto Franceschini, concludendo i lavori della scuola politica del Pd ad Amalfi - è il nervosismo di chi capisce che dopo tanti anni qualcuno ancora ride per le sue scenette, ma nessuno più si spaventa per le sue minacce". Silvio Berlusconi partecipa ai vertici internazionali "per divertirsi, come se andasse in gita scolastica", ha detto il leader Pd.

Molto critico anche Felice Belisario, presidente dell'Italia dei Valori: "Evidentemente a Berlusconi il controllo o la proprietà delle televisioni, pubbliche e private, non basta". Per il presidente di Idv ora il premier "vuole assumere anche il controllo totale della carta stampata che è già in larga parte in ginocchio davanti a lui. Minaccia tuoni e fulmini semplicemente per aver riportato quello che i giornali e le tv di tutto il mondo hanno scritto e fatto vedere, cioè che ha commesso due gaffe internazionali in due giorni". Per Belisario siamo ormai "alla censura preventiva, all'anticamera del regime autoritario".

Ma dal Pdl arrivano parole in difesa del premier: per Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, "Berlusconi è appena uscito dal grande congresso di costituzione del Pdl, un evento che la sinistra si sogna - afferma Gasparri - domina la scena internazionale rivelandosi decisivo per le nomine alla Nato e scelte del G20, la Corte Costituzionale gli dà ragione nella lotta al terrorismo sabotata dalle toghe rosse e Franceschini, sostenuto dal servilismo della Rai delle Bignardi e dei Fazio, dice che il ciclo di Berlusconi è finito? Franco Marini, o qualche altro saggio del Pd, lo porti da un medico. Deve reggere almeno fino alla cacciata di giugno. Si curi. Per resistere ancora un paio di mesi".

5 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

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